MNR Digitale - Collezioni e Archivi
Altare votivo dedicato ad Ercole
Galleria immagini
- Soggetto e titolo:
- Altare votivo dedicato ad Ercole
- Tipo Scheda:
- RA
- Definizione:
- altare votivo
- Localizzazione e denominazione:
- Terme di Diocleziano
- N. di inventario:
- 114760
- Datazione:
- età repubblicana
- Materia e tecnica:
- peperino
- Misure:
- cm 70 (altezza); cm 48 (larghezza); cm 50 (lunghezza)
- Bibliografia:
- A. GIULIANO (a cura di), Museo Nazionale Romano. Le sculture, I/8, 2, Roma 1985, pp. 327-331, n. VII, 2 (A. Ambrogi, M. Bertinetti)..
- A. TORO (a cura di), Ritrovamenti e contesti. I reperti archeologici della provincia di Roma nelle raccolte del Museo Nazionale Romano, Roma 2001, scheda n. 14, p. 22.
Ara monolitica, a corpo parallelepipedo, sagomata piuttosto semplicemente: uno zoccolo di base, un listello e una gola diritta costituiscono la modanatura inferiore; una gola rovescia, un listello e una fascia liscia quella superiore. La cimasa, concava al centro, posa su un basso plinto, rientrante rispetto alla cornice, ai lati del quale si impostano due pulvini, con balteus centrale, a fascia liscia ornata da lunghe foglie d'acqua, solcate da una nervatura mediana a sezione angolare; nulla resta della decorazione delle testate anteriori (la fronte posteriore del pulvino sinistro, l'unica ben conservata, è liscia), che originariamente consisteva in una voluta. Il tronco è decorato su tutti e quattro i lati: sulla faccaata principale presenta a sinistra una clava con impugnatura semplice, formata da un elemento cilindrico terminante in un pomo semisferico, e corpo completamente lisciato, ad eccezione di un nodo nel centro; a destra è scolpito uno skyphos con piccole anse rotonde verticali, poste al di sotto del labbro, e corpo troncoconico adorno di tralci d'edera. Esso, per la tettonica e la decorazione, si richiama ai vasi metallici, lavorati a sbalzo, di arte ellenistica; la forma piuttosto alta e slanciata lo avvicina, peraltro, ai vasi fittili etruschi a vernice nera. Al di sopra dello skiphos è incisa su due righe l'iscrizione, delimitata superiormente dalla modamatura dell'ara. Su ciascuno dei fianchi è scolpito un bukephalion. La testa di bue, di forma tozza e quadrangolare, va restringendosi verso il basso, terminando con tre cordonature parallele, che sottolineano il grugno; al di sopra il setto nasale non è segnalato. Le orecchie piccole, arrotondate in punta e dal bordo rilevato, sono rese di prospetto. Gli occhi, tondi e molto sporgenti, presentano grandi pupille. Una benda liscia, in leggero aggetto, delimitata da due profonde incisioni, cinge la fronte, si avvolge intorno alle corna, corte e quasi semilunate, e passando dietro le orecchie, ricade rigidamente ai lati del muso in due vittae, terminanti a punta di freccia, in forme assai stilizzate, con profondi solchi obliqui, convergenti verso il centro della fronte, che diventano orizzontali in prossimità delle corna, creando un rozzo disegno geometrico, esemplificativo dell'elementare gusto calligrafico predominante in tutta l'opera. Il vello scende, poi, sotto la taenia, formando una corta frangia dipartita nel mezzo, resa con lievi incisioni oblique, divergenti verso l'esterno. Nella faccia posteriore, lavorata a gradina,è scolpito un rosone con doppia coromla di sei petali lanceolati, convessi internamente a cordonati, e sei petali bilobati, anch'essi cordonati; il bulbo centrale è formato da un tondo in rilievo con bottone centrale, inciso nel mezzo. L'ara, dedicata ad Hercules, presenta sulla fronte la clava e lo skyphos, simboli del dio. Lo skyphos è ricordato come attributo di Ercole sia dalla tradizione letteraria che da quella figurativa; in ques'ultima l'iconografia del dio con skyphos e clava, risalente al V-IV sec. a.C. fu grandemente diffusa in età ellenistica e nel mondo romano. Questo tipo di protome bovina, particolarmente diffuso nell'ambiente microasiatico e adottato dal tardo-ellenismo italico per la decorazione architettonica, compare negli altari di età repubblicana dell'area centro-italica, in funzione d corativa e insieme simboliçà del sacrificio. La resa stilistica degli ornati, le caratteristiche tettoniche del monumento e l'impego del peperino inducono a datare l'ara alla fine dell'età repubblicana.
Anguillara Sabazia (RM).