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Gocciolatoio a protome canina

Soggetto e titolo:
Gocciolatoio a protome canina
Tipo Scheda:
RA
Definizione:
gocciolatoio
Localizzazione e denominazione:
Palazzo Massimo alle Terme
N. di inventario:
473340
Datazione:
NR
Materia e tecnica:
Argilla depurata
Misure:
cm 13 (altezza); cm 8,5 (larghezza)
Bibliografia:
M.A. TOMEI, Roma. Memorie dal sottosuolo. Ritrovamenti archeologici 1980/2006, Milano 2006, p. 65, n. I.24 (C. Giontella).
Gocciolatoio realizzato a matrice, caratterizzato da canale di scolo aperto, inquadrato dalle zampe anteriori ben evidenziate. La testa è priva delle orecchie; la criniera, resa in maniera piuttosto calligrafica, presenta lunghe ciocche ai lati del muso; gli occhi sono incorniciati da palpebre pesanti, leggermente ribassate verso l’esterno, che conferiscono all’animale un aspetto bonario. Al collare è sospeso un piccolo pendaglio, forse un campanellino. Il manufatto è stato recuperato in giacitura secondaria; la presenza di altre attestazioni simili nell’area di scavo ne indizia una messa in opera in loco. Le cospicue occorrenze nelle raccolte mussali urbane di questo tipo di decorazione fittile ne manifestano con sufficiente chiarezza la preferenza per il soggetto iconografico, evidentemente scelto anche in qualità di ‘custode’ della dimora: in Italia (soprattutto in area vesuviana, dove sono note attestazioni ancora in situ) il tipo è documentato infatti in maniera pressoché esclusiva nell’edilizia privata. Tuttavia a Roma l’uso di gocciolatoi a protome canina anche in ambito sacro potrebbe essere documentato dai rinvenimenti effettuati sempre sul Palatino entro il perimetro del santuario della Magna Mater.
Roma, Palatino, Vigna Barberini