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rilievo
- Soggetto e titolo:
- rilievo
- Tipo Scheda:
- RA
- Definizione:
- rilievo
- Localizzazione e denominazione:
- Terme di Diocleziano
- N. di inventario:
- 9182
- Datazione:
- II sec. d.C. - IIsec. d.C.
- Materia e tecnica:
- Marmo bianco
- Misure:
- cm 26 (altezza); cm 26,5 (larghezza)
Il rilievo è scorniciato lungo tutti i lati; lo spessore della cornice è lasciato libero nel margine inferiore, mentre negli altri lati è raccordato all'uniforme piano del fondo mediante un listello modanato. Sul margine inferiore è incisa l'iscrizione MOTITUR. Su una kline dall'alta spalliera e dalle gambe tornite, è semidistesa una figura femminile, presentata in prospettiva ribaltata verso lo spettatore; essa poggia la mano sinistra sul bordo del letto, mentre la destra è stesa lungo il corpo. La defunta indossa una lunga tunica manicata sopra la quale è gettato un mantello che passa trasversalmente davanti alla vita ed è poi portato dietro il corpo a coprire il capo, lasciando liberi solo i capelli sopra la fronte. Il letto poggia sopra una bassa pedana che sembra avere zampe ferine. Ai piedi della kline, in secondo piano sulla sinistra del rilievo, sono raffiguarti con dimensioni minori, un suonatore di flauto e un suonatore di corno. Essi indossano corte tuniche cinte, apparentemente prive di maniche. I capelli sono corti; i tratti dei volti paffuti non sono distinguibili. Il flauto è rappresentato obliquo in primo piano sul corpo della defunta, mentre il corno, poggiato sulla spalla destra del suonatore, è visto di scorcio. Le gambe dei suonatori sono visibili al di là della kline; singolarmente mal eseguite sono le gambe e i piedi del cornicine, viste di profilo, rispetto a quelle, raffigurate di prospetto, del tibicine. Il rilievo mostra un'esecuzione alquanto goffa e sciatta, e notevoli incertezze, soprattutto nella resa del braccio destro della defunta; nella totale mancanza di plasticità della parte inferiore del suo corpo, dove inoltre il panneggio termina in linea retta a contatto col corpo del tibicine. Il rilievo raffigura una scena di pompa funebre; la stessa scena è presente sul rilievo da Amiternum al Museo Nazionale dell'Aquila, che ha in comune con il nostro alcuni espedienti, quali l'uso della prospettiva ribaltata e le dimensioni minori per i personaggi di minore importanza, tipici dell'arte plebea; un rilievo con pompa funebre è presente trai rilievi del sepolcro degli Haterii, con il quale ultimo però il nostro rilievo ha in comune solo il tema e la sua rappresentazione iconografica.Una precisazione cronologica del rilievo, nel quale è assente ogni preoccupazione estetica, non sembra facilmente proponibile. Esso può forse essere molto genericamente collocato nella media età imperiale, sulla base, peraltro molto labile, della capigliatura a riccioli sulla fronte che la defunta sembra portare; la kline è ancora quella ellenistica, del tipo che passerà di moda nel II-III sec. d.C., sempre che non si sia invece eliminata, per chiarezza di rappresentazione, la spalliera posteriore, una integrazione del 1986. Il rilievo del Museo Nazionale Romano ricorda la scena raffigurata sul cippo sepolcrale di Publicia Callityche; la donna si era fatta rappresentare stesa su una kline con le braccia lungo il corpo. Come nel caso in esame, si tratta di un lavoro di una certa grossolanità, di difficile datazione. A differenza, però, della donna del rilievo del Museo Nazionale Romano, Publicia Callityche tiene in mano un oggetto dalla forma incerta. Si ricollega perciò alla tipologia dei defunti recumbenti o banchettanti che ebbero una larghissima diffusione nel mondo classico e sono strettamente imparentati alla scena in esame. Tralasciando le statue e i coperchi di sarcofagi con questo motivo, il defunto recumbente fu rappresentato su sarcofagi e su lastre di loculo. Una di queste è affine al caso in esame per la posizione della donna, proveniente dalla necropoli dell'Isola Sacra e datato nella metà del III sec. d.C. Spesso sono raffigurati ai piedi del letto suonatori, come nel coperchio del sarcofago Chiaramonti , simili a quelli del rilievo del Museo Nazionale Romano.La raffigurazione della donna distesa sulla kline sui rilievi continuò a lungo, come dimostrano due lastre copte, ora conservate una nel Museo di Providence e l'altra nella Walters Art Gallery di Baltimora.
Roma, via Latina, già Museo Kircheriano.