MNR Digitale - Collezioni e Archivi

Sarcofago di T. Flavius Trophimas

Soggetto e titolo:
Sarcofago di T. Flavius Trophimas
Tipo Scheda:
RA
Definizione:
sarcofago
Localizzazione e denominazione:
Terme di Diocleziano
N. di inventario:
184
Datazione:
II secolo d.C.
Materia e tecnica:
Marmo greco
Misure:
cm 51 (altezza); cm 58,5 (larghezza); cm 185 (lunghezza)
Bibliografia:
A. GIULIANO (a cura di), Museo Nazionale Romano. Le sculture, I/2, Roma 1981, pp. 148-150, n. II, 44 (S.A. Dayan, L. Musso).
l sarcofago è decorato sulla fronte mentre i restanti lati sono scalpellati. L'interno con il cuscino è lavorato a scalpello, sul lato corto c'è una sporgenza. Al centro della fronte è una tabella con doppia cornice, con iscrizione greca, ai lati vi sono due coppie di personaggi virili. Da destra si vede un personaggio maschile con tunica dalmatica che suona un tamburello, tenendolo con la mano sinistra e battendovi sopra con la destra. La gamba destra è flessa e compie un passo di danza; la sinistra è portante. La testa è alquanto erosa. Poi si vede un piccolo tavolo, formato da un cubo con soprastante elemento di forma allungata, sul quale poggia uno strumento a fiato, verosimilmente un flauto. Il tavolo è decorato, nelle sue due parti da una cornicetta incisa. Segue un altro personaggio virile, che veste un perizoma ed è scalzo; in ciascuna mano tiene uno strumento a fiato simile a quello poggiato sul tavolo. Il corpo, stante sulla gamba sinistra, è inclinato verso il lato destro e la gamba destra esegue un passo di danza. Il braccio destro è teso verso il basso ed è attaccato al corpo, quello sinistro è piegato verso l'alto, così che il flauto viene a trovarsi molto vicino alla testa (che è completamente mancante) e con ogni certezza l'uomo stava suonando; data la posizione del flauto, la testa doveva essere inclinata verso sinistra. Entrambi i personaggi accennano il passo di danza con la gamba destra e sono inclinati sul lato destro; questa sincronia fa capire che si tratti di una scena di danza.La tabula epigrafica agisce da elemento divisorio.Segue un uomo che veste una tunica esomide, è scalzo; con la mano destra tiene una conocchia, con la sinistra si appoggia a cordami arrotolati ed appesi. E' stante sulla gamba sinistra, mentre la destra è flessa e la conocchia poggia sulla coscia destra. Il braccio destro è perciò allungato verso il basso, mentre il sinistro è piegato e teso verso l'esterno. Il volto si vede abbastanza bene, collo allungato, ovale pieno, mento leggermente sporgente, occhi grandi con pupilla incisa, fronte leggermente aggrottata, capelli a riccioli aderenti alla calotta cranica; sembra di vedere sulle gote, una corta barba ricciuta. Un armadio agisce da elemento di divisione aggettado maggiormente da un lato rispetto all'altro; così separa il cordaio dalla scena seguente, ove invece "crea" la bottega di un calzolaio. E' un armadio a due ante, con due pannelli verticali allungati su ciascuna anta, e due pannelli orizzontali, uno al di sotto delle ante e una al di spora. Alla sommità c'è un piano d'appoggio con rialzo su tre lati, sul quale due paia di scarpe (solea>/i>). Il calzolaio è seduto su di uno sgabello, che chiude la scena a sinistra, e veste tunica manicata e mantello; calza sandali (calcei).La gamba destra è flessa, mentre la sinistra è allungata in avanti e copre parte dell'armadio. Anche il braccio sinistro copre un poco l'armadio. Il calzolaio tiene fra le mani qualcosa che sembra essere una scarpa. I tratti del volto sono piuttosto simili a quelli del cordaio, però non ha la barba e i capelli sono più lisci. I quattro personaggi risultano affrontati, per quanto nella scena di destra ciò ha un senso in quanto è una scena unica, mentre il calzolaio e il cordaio formano due scene distinte separate dall'armadio.In tutti e quattro la gamba sinistra è portante, mentre la destra è flessa. I muscoli sono piuttosto sviluppati e particolarmente i muscoli solei. Le figure sono molto allungate e slanciate, in armoniosi movimenti. E' un'opera di arte popolarre, che si rivela un'eccezionale testimonianza di arti e mestieri nonchè di costumi.Va notato che ciascun personaggio veste diversamente dall'altro. Dall'abbigliamento si deduce che fare il calzolaio era il mestiere più nobile dei quattro, in quanto l'uomo veste tunica e mantello. A differenza di quel che può sembrare a prima vista, la tunica dalmatica dell'uomo con tamburello va considerato un costume cioè un vestito di scena. Anche per il perizoma del flautista bisogna pensare ad un costume. La tunica esomide è invece un abbigliamento adatto ad un artigiano come il cordaio. L'iscrizione risulta molto rovinata rispetto al momento del ritrovamento.
Ostia (RM), nel piazzale antistante il Museo