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Ara ossuario di Q. Asinius Acilianus

Soggetto e titolo:
Ara ossuario di Q. Asinius Acilianus
Tipo Scheda:
RA
Definizione:
ara-ossuario
Localizzazione e denominazione:
Terme di Diocleziano
N. di inventario:
135849
Datazione:
I sec. d.C.
Materia e tecnica:
Marmo greco
Misure:
cm 132 (altezza); cm 27,5 (larghezza); cm 27,5 (profondità)
Bibliografia:
A. GIULIANO (a cura di), Museo Nazionale Romano. Le sculture, I/8, 2, Roma 1985, pp. 333-334, n. VII, 4 (D. Bonanome, M. Bertinetti).
L'altare, di forma parallelepipeda, poggia su un alto zoccolo liscio che prosegue in un'articolata modanatura di base formata daun toro, un listello, una gola rovescia e un altro listello. Superiormente troviamo una gola rovescia, un listello, una gola dritta e un listello a graduale andamento aggettante. Il campo epigrafico, ottenuto su piano ribassato, mostra una cornice composta da un listello e una gola rovescia incassata. Il corononamento dell'ara insiste su una fascia liscia arretrata di cm 6 rispetto alla modanatura superiore. La cimasa semicircolare presenta sul prospetto due volute a sezione concava, trattenute lungo l'asse centrale da un duplice nastro orizzontale, che si snodano simmetricamente verso i lati seguendo il profilo della fronte. Nell'occhio delle volute è racchiuso un fiore aperto con bottone centrale e molteplici petali a forma di goccia. Nello spazio triangolare a ridosso delle volute si osserva una mezza palmetta con tre foglie aperte verso l'esterno e una arricciata in senso opposto. I pulvini sono quasi interamente perduti, ma delle parti superstiti si intuisce una decorazione simile a quella delle volute. Sulla sommità dell'ara è stato ricavato un vano quadrangolare per la deposizione delle ceneri del defunto. Queste venivano sigillate con un coperchio, ora perduto, saldato tramite quattro perni laterali di cui si conservano le tracce dei fori.Sul fianco destro è un urceus e sul sinistro una patera ombelicata. Il motivo della cimasa con le sue armoniose stilizzazioni vegetali è largamente impiegato sugli altari funerari anche tipologicamente molto diversi tra loro. Ciò non comporta dissonanze rilevanti dal punto di vista estetico per l'esclusiva funzione ornamentale che tale motivo deve svolgere. Per la nostra ara-ossuario, tenendo presente i confronti di cui sopra, va bene una collocazione nell'ambito del I sec. d.C. Iscrizione posta per la morte di Q.Asinius Acilianus del quale è ricordata anche la carriera equestre. Egli ha infatti ricoperto la carica di praefectus fabrum. Per la nostra iscrizione la datazione nella prima metà del I sec. d.C. ricavabile dai caratteri paleogradici e dalla formula Dis Manibus, non trova maggiore definizione cronologica.
Roma, adiacenze di Ponte Flaminio.