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Statua del pugilatore seduto

Soggetto e titolo:
Statua del pugilatore seduto
Tipo Scheda:
RA
Definizione:
statua
Localizzazione e denominazione:
Palazzo Massimo alle Terme
N. di inventario:
1055
Datazione:
IV-I secolo a.C.
Materia e tecnica:
Bronzo
fusione a cera persa indiretta
Misure:
cm 128 (altezza); kg 180 (peso)
Bibliografia:
A. GIULIANO, Museo Nazionale Romano. Le sculture. I/1, Roma 1979, pp. 194-198, n. 123 (O. Vasori);
P. MORENO, Il Polidamante di Lisippo, da Olimpia al Museo Nazionale Romano, in "Numismatica e Antichità Classiche", 44, 2015, pp. 81-159;
M. CADARIO, Il Pugile delle Terme, in A. LA REGINA (a cura di), Nike. Il gioco e la vittoria (Catalogo della mostra), Milano 2003, pp. 150-155;
C. GASPARRI, R. PARIS (a cura di), Palazzo Massimo alle Terme. Le collezioni, Milano 2013, pp. 115-117 (A. Ambrogi).
La scultura rappresenta un pugilatore seduto al termine di un combattimento. La testa è volta completamente verso destra, ha i gomiti poggiati sulle ginocchia e il busto appena piegato in avanti. Il volto raffigura un uomo maturo, con i capelli che incorniciano le orecchie dove sono evidenti le tumefazioni dovute ai numerosi combattimenti. Anche l’ematoma sotto l’occhio destro è segno del recente combattimento, mentre il naso è schiacciato e deformato e sembra essere questo il motivo per il quale tiene la bocca socchiusa. Il torace è possente e il petto villoso è definito da piccole incisioni che ne rappresentano la peluria. L’opera è stata riconosciuta da alcuni studiosi come il Polidamante di Lisippo, famoso pugilatore la cui scultura era oggetto di venerazione popolare ad Olimpia, in Grecia. D’altro canto, il realismo estremo delle ferite, realizzate con l’utilizzo di altre leghe metalliche per dare l’effetto coloristico, ha portato altri a ritenere il Pugilatore l’opera di uno scultore eclettico, forse neoattico, capace di conciliare l’impianto lisippeo e l’intento realistico con elementi artistici anteriori al IV secolo a.C. Pertanto, poiché la critica non ha trovato un unanime accordo sulla datazione dell’opera, questa oscilla tra il IV e il I secolo a.C.
Roma, pendici del Quirinale, area del Convento di San Silvestro (via IV Novembre).