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Lastra di coronamento con scena dell'Odissea (Tristezza di Penelope)
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- Soggetto e titolo:
- Lastra di coronamento con scena dell'Odissea (Tristezza di Penelope)
- Tipo Scheda:
- RA
- Definizione:
- lastra
- Localizzazione e denominazione:
- Palazzo Massimo alle Terme
- N. di inventario:
- 62750
- Datazione:
- I secolo a.C.-I secolo d.C.
- Materia e tecnica:
- Argilla rosata
- a stampo
- Misure:
- cm 36 (altezza); cm 30 (larghezza); cm 2.5 (spessore)
- Bibliografia:
- H.v.ROHDEN, H. WINNEFELD, Architektonische RömischeTonreliefs der Kaiserzeit, I-II, Berlin-Stockolm 1911, pp. 110, 252-253, tav. XXVIII;
- M.A. RIZZO, “Su alcuni nuclei di lastre Campana di provenienza nota”, RIA,23-24,1976-1977, pp. 5-93;
- C. PARISI PRESICCE, “ Penelope e il riconoscimento di Ulisse”, in B. ANDREAE, C. PARISI PRESICCE, (a cura di), Ulisse, il mito e la memoria (catalogo della mostra a Palazzo delle Esposizioni, Roma 1996) , Progetti Museali Editore, Roma 1996, pp. 378-395, p. 441;
- B. GERMINI, I. KADER, “ Penelope die Kluge.Geschichte und Deutung einer Frauenfigur”, in I. KADER, (a cura di), Penelope Reconstruiert, Geschichte und Deutung einer Frauenfigur, (catalogo della mostra al Museum für Abgüsse Klassischer Bildwerke), München 2007, pp. 27-79;
- T. HÖLSCHER, “Wandering Penelope. Multiple originals in classical Greece”, in S. SETTIS, A. ANGUISSOLA, (a cura di), Serial/Portable Classic,( catalogo della mostra a Fondazione Prada), Milano 2015, pp. 119-124;
- M. ROGHI, "Lastra di coronamento con scena dell'Odissea (Tristezza di Penelope)", in A. BRUCIATI, M. OSANNA, D. PORRO, Eva VS Eva. La duplice valenza del femminile nell'immaginario occidentale, Roma 2019, p. 201, n. 9.
Al centro sta Penelope seduta su panchetto coperto da un cuscino ripiegato, ha le gambe accavallate rese di profilo e il busto di prospetto, indossa un chitone leggero, che lascia intravedere le forme del corpo e scivola sul braccio sinistro scoprendo la spalla. La testa è coperta dal manto, che scende sull’omero destro e sulle gambe accavallate con il piede sinistro poggiato sopra un basso piedistallo. Sotto al sedile c’è un cesto. Dietro di lei una donna anziana con il capo coperto e le braccia nude, forse la nutrice Euriclea, resa di profilo, leggermente ricurva in atto di avanzare con il braccio destro piegato in avanti e il pugno chiuso. Sulla sinistra si conserva parte del vestito di un’altra figura femminile. La scena è chiusa in alto da una cornice di palmette circoscritte e legate da un nastro. La figura di Penelope riproduce un modello statuario creato in Grecia intorno alla metà del V secolo noto da varie riproduzioni su ceramica, rilievi e statuaria. Penelope, prototipo di tutte le mogli destinate ad attendere il ritorno del marito dalle lunghe guerre, rappresenta la sposa ideale, alla quale si richiede non solo la fedeltà ma anche l’intelligenza e la capacità di preservare il focolare domestico con dignità. A queste attività peculiari di una sposa fa riferimento il cesto posto sotto al sedile, che contiene gli strumenti per tessere e filare. Ma oltre ad essere la custode della casa Penelope è anche una donna sola, che in assenza del marito non ha nessuno cui chiedere consiglio , né il padre, né il figlio, né il suocero, perciò da lei dipende non solo il suo destino di donna, ma anche quello del figlio e di tutta Itaca. Nel momento in cui non può più rimandare la decisione di risposarsi l’assale un profondo sconforto ed è forse proprio questo momento che esprime l’atteggiamento della figura seduta con le gambe incrociate, la testa inclinata in avanti sostenuta dalla mano, segni di una conflittualità interiore, di un tormento , di una riflessione, una chiusura in se stessa dalla quale non la distoglie neppure la nutrice Euriclea, che sembra voler attirare la sua attenzione come se venisse in tutta fretta dall’altra scena (inv. 62751) dove ha appena riconosciuto Ulisse.
Museo Kircheriano