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Sarcofago con eroti che fabbricano armi
- Soggetto e titolo:
- Sarcofago con eroti che fabbricano armi
- Tipo Scheda:
- RA
- Definizione:
- sarcofago
- Localizzazione e denominazione:
- Terme di Diocleziano
- N. di inventario:
- 900
- Datazione:
- II secolo d.C.
- Materia e tecnica:
- Marmo bianco italico
- Misure:
- cm 43 (altezza); cm 126 (larghezza); cm 31 (profondità)
- Bibliografia:
- A. GIULIANO (a cura di), Museo Nazionale Romano. Le sculture, I/2, Roma 1981, pp. 59-60, n. I, 46 (S.A. Dayan).
Sarcofago a cassa decorato sulla fronte con amorini che fabbricano le armi. Da sinistra è un amorino stante in posizione frontale che tira i mantici del forno: ha il corpo molto rovinato; il forno, entro il quale arde un fuoco alto, è una costruzione quadrangolare con copertura a calotta. Un amorino seduto su uno sgabello da le spalle al primo erote; ha le braccia tese e con le mani tiene un oggetto sull'incudine e vi batte sopra. Due amorini, uno in piedi sul fondo ed un altro che volta le spalle verso l'esterno, battono con un martello sull'oggetto che è sull'incudine. Al centro è un amorino seduto che con un martello batte su di uno scudo rotondo, sorretto da un amorino stante in posizione fronatle. Chiude la scena un gruppo di tre amorini, due in piedi ed uno inginocchiato; i primi due aiutano l'erote accovacciato a mettersi sulle spalle un elmo, hanno una gamba avanzata e l'altra arretrata e tendono in avanti le braccia a sorreggere l'elmo; l'erote inginocchiato poggia a terra il ginocchio sinistro e solleva le braccia per prendere l'elmo dalle mani dei compagni. Lo scudo rotondo occupa lo spazio destinato di solito al clipeo e infatti l'amorino che lo sostiene è nella tipica posizione degli eroti che sorreggono un clipeo.Tutti gli amorini hanno le stesse sembianze: corpi allungati ma paffuti, cosce piene e glutei bassi, alette rese sommariamente, tratti del volto molto simili e corti capelli a ciocche disordinate; i volti dalle guance piene e dagli occhietti tondi sono anonimi; le alette in alcuni casi raffigurate come abbassate, sono mere protuberanze. Sul lato corto conservato si vedono due amorini che sostengono una lancia; un erote in posizione frontale ha una gamba avanzata e l'altra scartata e il corpo sbilanciato sulla sinistra per il peso della lancia; con le due braccia tiene la lancia che ha la punta in basso; il volto è largo e piatto, con grandi occhi tondi, naso largo, bocca dalle labbra molto grosse, capelli con lunga frangia liscia. L'altro erote è visto dal fianco destro, con le braccia sollevate tiene l'asta. Dalle caratteristiche dei corpi e dei volti, sembra di riconoscere una mano diversa da quella della fronte.
Roma, Ponte Rotto, di fronte al vicolo del Polveraccio.