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Altare sacrificale o base

Soggetto e titolo:
Altare sacrificale o base
Tipo Scheda:
RA
Definizione:
altare
Localizzazione e denominazione:
Terme di Diocleziano
N. di inventario:
113245
Datazione:
I sec. a.C. - I sec. d.C.
Materia e tecnica:
Marmo italico
Misure:
cm 81 (altezza); cm 123,3 (larghezza); cm 57 (profondità)
Bibliografia:
A. GIULIANO (a cura di), Museo Nazionale Romano. Le sculture, I/8, 2, Roma 1985, pp. 325-327, n. VII, 1 (D. Bonanome).
L'altare ha una forma parallelepipeda estesa in larghezza. Poggia su un alto zoccolo liscio seguito da una risega,un kyma rovesciato e un listello. Superiormente si osserva una gola dritta, un listello e una fascia liscia in aggetto.Il coronamento dell'altare, arretrato rispetto alla cornice, si presenta liscio sui lati.La sommità invece non terminata e mostra molteplici colpi di subbia per indicare la fase di lavorazione. Sulla facciata anteriore,ribassata e lavorata a gradina sono rappresentati in rilievo due bucrani angolari dall’aspetto scarnificato e di forma allungata, con ampie e grosse corna. Dietro di essi due tenie legate con un fiocco si snodano fluttuanti in ondulazioni simmetriche e terminano con due piccole nappe sferiche. Sostengono un ricco e fastoso encarpo di foglie d'alloro lanceolate, embricate e convergenti verso il centro. Il rilievo discretamente aggettante ha permesso una realizzazione nitida e sufficientemente chiaroscurata dei dettagli, come si può osservare per le piccole bacche che compaiono tra foglia e foglia, e conferisce al volume considerevole della ghirlanda, con quegli accenni molto piatti delle foglie più distanti, un vigoroso senso della profondità. Al di sopra, compresa tra le due vittae, è una patera ombelicata, concava e con i bordi esterni rilevati, mentre sul lato corto, nella stessa posizione, è scolpito un urceus inclinato verso sinistra. Il lato corto sinistro appare liscio, ma osservandolo attentamente le scalpellature grossolane della porzione più interna evidenziano l’anathyrosis, cioè quel tipo di lavorazione piatta sulle fasce perimetrali utile per il perfetto combaciare dei blocchi. I due fori quadrati ottenuti sui lati corti del coronamento si rendono necessari per le operazioni di sollevamento e posa in opera del pezzo, quindi anche per un eventuale accostamento ad una parete. La funzione di un altare sacrificale, decorato su tutti e quattro i lati, presuppone una sua collocazione in uno spazio aperto che permetta al sacerdote di muoversi liberamente intorno all'ara, durante lo svolgimento delle singole pratiche religiose con l'ausilio dei suoi assistenti. Numerosissime sono le testimonianze di rappresentazioni sacrificali su un'ara; esse appaiono proprio su rilievi di carattere funerario oppure sugli altari stessi. La maggioranza assoluta di altari giunti fino a noi presentano una forma quadrangolare che evidentemente veniva preferita per le funzioni sacre cui erano destinati. Se è realmente un altare, come sembrerebbe confermare il ricco apparato iconografico dei bucrani, delle ghirlande, delle tenie e degli utensili del sacrificio, la sua collocazione doveva essere presso un luogo di culto. Luogo nel quale non giunse mai perché la lavorazione non venne portata a termine lasciando un fianco del tutto liscio e la sommità appena sbozzata. Se invece si preferisce considerarla una base per sostenere una statua o per altri elementi decorativi, il fianco non lavorato necessitava l'accostamento ad una qualsiasi parete. Sulla sua eventuale destinazione specifica, cioè come semplice divisorio, come anta di edificio, o di balaustra su una scalinata, non ci si può esprimere con certezza, ma, il genere stesso dei motivi ornamentali che ne abbelliscono i pannelli lascia intendere l'inserimento in un monumento funerario. Come si è visto la diversità tipologica esistente tra gli elementi utilizzati per i confronti non crea problemi di particolare entità. I riscontri si limitano al campo iconografico e alla realizzazione stilistica. Proprio da questo aspetto emerge una sostanziale uniformità di stile e un'omogeneità nell'accostamento di certi motivi decorativi quali il bucranio e l'alloro che sono l'espressione della tendenza artistica della prima età augustea. A tale periodo appartiene il monumento fin qui trattato.
Roma, via Prenestina, località Acquapuzza.