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rivestimento in opus sectile

Soggetto e titolo:
rivestimento in opus sectile
Tipo Scheda:
RA
Definizione:
rivestimento in opus sectile
Localizzazione e denominazione:
Palazzo Massimo alle Terme
N. di inventario:
375830
Datazione:
NR
Materia e tecnica:
Marmo
Misure:
cm 130 (altezza); cm 111 (lunghezza); cm 14 (spessore)
Bibliografia:
C. GASPARRI, R. PARIS (a cura di), Palazzo Massimo alle Terme. Le collezioni, Milano 2013, pp. 482-485.
Il pannello apparteneva alla decorazione sectile parietale della basilica di Giunio Basso all’Esquilino di cui restano anche due quadri, con tigri che azzannano vitelli, oggi al Palazzo dei Conservatori. Collocato su uno dei piedritti tra le finestre dell’aula, il pannello è concepito come rappresentazione illlusionistica di una superficie decorata da un soggettomitologico, parzialmente nascosta da un drappocon balza figurata, sospeso ai lati e ricadente in moltepieghe. Tale drappo si componeva originariamente di sedici pieghe e la sua larga balza si disponeva a festone sia in alto che in basso, oltre che nello zig-zag laterale: i motivi egittizzanti di vetro policromo che la decorano fra bordure rosse, a rosette e a denti di lupo (figure con scettri, inginocchiate oppure in trono, e figure stanti di offerenti tra altari, candelabri, vasi e prore di navi) non hanno alcun riscontro reale con le iconografie cui s’ispirano, ma caratterizzano la stoffa come uno dei preziosi tappeti penduli (vela) prodotti nell’antica Alessandria. Il mito raffigurato nel campo semilunato superiore è tratto invece dalla saga degli Argonauti e rappresenta il momento culminante del ratto di Hylas, il giovane eroe sorpreso alla fonte da Màlide, Eunìca e Nichèa, le ninfe che lo destinano, con la morte, ad una vita felice ed eterna. Al centro dello scenario roccioso della fonte, suggerita dall’acqua versata dai vasi, Hylas è nudo, colto in un gesto di sorpresa e d’agitazione, nella mano e nel mantello rosso, che immediatamente precede il destino finale: puntellando il ginocchio sullaroccia egli tenta di opporre un’inutile resistenza. Le ninfe lo afferrano in due mentre una terza assiste presente. Seminude, con le teste coronate di sottili foglied’acqua, queste ninfe appaiono, come quelle teocritee, misteriose, terribili e quasi materne verso il giovan erapito.
Roma, Esquilino, basilica di Giunio Basso, dalla collezione del Drago, già Massimi.