MNR Digitale - Collezioni e Archivi

Blocco marmoreo frammentario con rilievo d'armi e iscrizione

Soggetto e titolo:
Blocco marmoreo frammentario con rilievo d'armi e iscrizione
Tipo Scheda:
RA
Definizione:
rilievo
Localizzazione e denominazione:
Terme di Diocleziano
N. di inventario:
125809/1
Datazione:
I sec. a.C.
Materia e tecnica:
Marmo italico
Misure:
cm 61 (altezza); cm 30 (profondità); cm 64 (lunghezza)
Bibliografia:
A. GIULIANO (a cura di), Museo Nazionale Romano. Le sculture, I/8, 2, Roma 1985, pp.335-336, n. VII, 5a (D. Bonanome, M. Bertinetti).
Il fregio con le armi è limitato in basso da un listello e superiormente dall'iscrizione frammentaria. Gli oggetti in esso rappresentati giacciono su piano ribassato a fondo neutro. Appaiono inclinati per lo più da destra a sinistra, o viceversa, come a formare uno schema a "V", piuttosto diffuso in monumenti di questo genere. Cominciando da sinistra essi sono: uno scudo di cui si conserva solo la metà destra, un paio di ocreae, due scudi ovali con spina e umbo di cui uno visibile parzialmente a causa della lacuna. Gli schinieri, come molti altri elementi dell'equipaggiamento militare, sono riportati con notevole frequenza su rilievi con trofei e panoplie, sulle metope e sulle stele funerarie. Non presentano particolarità che permettano una distinzione cronologica interna, tuttavia non sembra siano stati regolarmente impiegati nel periodo post-augusteo. Lo scudo ovale, dotato di umbone affusolato, di due rinforzi laterali e spina con costolatura aggettante, viene adottato dall'esercito romano fino all'età di Cesare. Dopodiché subisce una serie di variazioni che ne diminuiscono la grandezza e il peso, ed è usato da corpi speciali quali pretoriani e truppe leggere. Durante il II secolo d.C. ricompare nella fanteria pesante. Molti dei rilievi con figurazioni di armi sono ertinenti a monumenti funerari di militari. Un numero cospicuo di testimonianze proviene dal centro Italia, ma la maggioranza del materiale utile giace disperso dei magazzini, e inedito, oppure è noto solo attraverso riprouzioni fotografiche. Nel caso in esame la destinazione del blocco è chiarita dalla presenza dell'iscrizione. Insieme ad un altro frammento scolpito (inv. n.2000473), non combaciante, doveva essere collocato come fregio continuo sul coronamento di un edificio sepolcrale. Un terzo elemento, di lunghezza maggiore (n.inv. 2001473), mostra una rappresentazione di armi stilisticamente affine. L'accostamento di questo blocco con i precedenti è del tutto giustificata sia per la realizzazione delle singole armi, sia per identità di spessore e altezza del fergio. La struttura architettonica cui i tre elementi marmorei apparterrebbero si può ricostruire ipoteticamente come un monumento a podio di notevoli dimensioni, in cui il terzo blocco decorava le pareti laterali, e gli altri due erano collocati sul prospetto in modo da evidenziare l'iscrizione. Dal punto di vista strettamente stilistico il rilievo appare decisamente piatto, come ad esprimere un gusto disegnativo che rifugge qualsiasi effetto plastico e chiaroscurale. Nell'esecuzione dei songoli oggetti si osserva anche una certa sciattezza e povertà rappresentativa che si riscontra proprio in produzioni artigianali locali, estranee agli influssi classici della grande arte. L'analisi tipologica delle armi e la realizzazione tecnica del rilievo, inducono a considerare il fregio un prodotto di repertorio della fine del I sec. a.C. Iscrizione funeraria frammentaria. Quanto resta di questa iscrizione fa riferimento alla volontò testamentaria attraverso la quale il defunto avrà affidato, probabilmente agli eredi, la costruzione del monumento funerario. Forse la parte iniziale dell'iscrizione, oltre agli elementi onomastici, conteneva notizie relative alla carriera militare del defunto che, secondo il suggerimento fornito dalla raffigurazione degli schinieri, doveva essere stato un centurione. I suggerimenti forniti dalle caratteristiche paleografiche collocano l'iscrizione, in pieno accordo con le conclusioni raggiunte dall'analisi stilistica, verso la fine del I sec. a.C.
Ignota