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Silvano

Soggetto e titolo:
Silvano
Tipo Scheda:
RA
Definizione:
rilievo
Localizzazione e denominazione:
Terme di Diocleziano
N. di inventario:
49498
Datazione:
III sec. d.C. - IV sec. d.C.
Materia e tecnica:
Marmo lunense
Misure:
cm 45 (altezza); cm 30 (larghezza)
La lastra rettangolare, delineata da un semplice listello sui lati, presenta la figura di un Silvano, disegnata e scolpita schematicamente, non senza, tuttavia, una certa cura nella resa anatomica del modellato. Il Silvano è visto di prospetto, con la gamba destra portante e la sinistra leggermente flessa; ha le braccia abbassate lungo i fianchi e trascina per le corna un caprone con la mano destra, mentre sorregge con la sinsitra un falcetto; indossa una corta clamide trattenuta sulla spalla destra; ha infine i capelli a calotta, una lunga barba e le labbra leggermente dischiuse. Sullo sfondo, ai lati della rappresentazione, sono visibili due alberi resi schematicamente con una ridotta vegetazione e in basso, nella zona a destra del Silvano, è un grande cratere biansato, su piede distinto, corpo cilindrico e orlo espanso all'esterno.Il Silvano è una divinità del bosco, collegata alla vita delle selve e ai lavori agricoli, adorato quindi tra gli schiavi e in ambienti popolari italici, non appartenente al cuto ufficiale dello Stato Romano.I rilievi, le statue e le pitture a lui dedicate si distinguono in due tipi fondamentali: in un tipo il dio è rappresentato come Eracle, nudo con alti calzari rustici e una leontè posta sulla spalla destra, che ricadendo sul braccio sinistro ripiegato, forma un sostegno per la raccolta di vari frutti; nel secondo ha una corta tunica o una clamide; entrambi sono rappresentati con lunga barba e capelli a calotta, spesso circondati da una corona di pino, con un falcetto nella mano sinistra e, a volte, un ramo di pino nell'altra. Di solito è un cane nel lato sinistro, con il muso rivolto in alto, simbolo della fedele custodia, altre volte gli animali destinati al sacrificio: il maiale e, meno comune, l'ariete, più frequentemente e caratteristico nelle rappresentazioni dell'Antinoo Silvano. Nella prima tipologia si vuole evidenziare, con la caratterizzazione degli attributi, il significato propiziatorio del culto dedicato al dio per un prospero raccolto, nella seconda la protezione del dio ai lavori agricoli e alla vita dei contadini.Per lo schema iconografico si può quindi confrontare il rilievo, conservato nel Museo Nazionale Romano, con alcuni esempi conservati a Berlino, Roma, Pettau, Stoccarda, nei quali il Silvano è rappresentato con corta tunica o con la clamide. In particolare, solo un rilievo, dal Vaticano, ci presenta un simile personaggio in identica posizione, con il caprone e il falcetto, ma il Silavno è qui assimilato al dio Pantheus, caratterizzato dalla corona raggiata in testa e dalla presenza dei busti di Ercole e di Mercurio ai lati.La lastrina rettangolare del Museo, ritagliata sopra un rivestimento di capitello, come è detto dal Pasqui, che per primo lo ha descritto, trova altri confronti generici, ma non indicativi come il rilievo del Vaticano, in una figura scolpita a bassorilievo trovata a Ostia e rappresentante il dio Silvano con corta tunica, simile alle pitture della Casa del Mulino e del Sacello del dio Silvano.Il rilievo schematico, non privo di una certa cura nel modellato e nell'dentificazione dei particolari fisionomici, la secca e scarna resa degli alberi, molto simili a quelli frequenti sui sarcofagi cristiani della fine del III sec.d.C., inizi del IV, la tecnica usata per la realizzazione del caprone, ci permettono di datare il rilievo agli inizi del IV sec.d.C., anche sulla base di confronti stilistici con le più conosciute stele funerarie di Aquileia.Integrazione 1986 (Anna Laura Cesarano) - La presenza della falcula e dei pini permette l'identificazione con Silvano; proprio questi attributi, insieme al cane, animale sacro al dio, caratterizzano questa divinità, tipica dei boschi. Il suo culto, di origine molto antica, fu popolare e diffuso in Roma come attestano le numerose iscrizioni dedicate a Silvano.Nella tipologia più comunemente usata, il dio si presenta nudo con la leontè allacciata sulla spalla prendendo a modello l'iconografia comune di Eracle. Esiste anche un'altra tradizione che riprende Silvano vestito con una tunica che arriva fino al ginocchio, stretta in vita con una cintura, ad esempio un rilievo nei Musei Vaticani. Nella lastra in esame il modo di rappresentare il dio si distacca anche da questa ultima tradizione, perchè indossa al posto della tunica una corta clamide che lascia interamente scoperte le gambe.Insolito è anche il motivo della divinità che afferra l'ariete, quasi stesse per sacrificarlo lui stesso. Più comunemente gli animali condotti al sacrificio, l'ariete e il maiale, sono rappresentati ai lati o sulle altre facce del monumento, come nel caso del rilievo dei Musei Capitolini. Non comune è pure la posizione delle braccia abbassate, che più comunemente sono rappresentate alzate, come in un dipinto di Ostia. E' tipica invece, dell'iconografia più tarda, la raffigurazione di due alberi ai lati.
Roma, Monumento a Vittorio Emanuele II