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Castone di anello con Eracle in lotta con il toro cretese
- Soggetto e titolo:
- Castone di anello con Eracle in lotta con il toro cretese
- Tipo Scheda:
- RA
- Definizione:
- anello
- Localizzazione e denominazione:
- Palazzo Massimo alle Terme
- N. di inventario:
- 125237
- Datazione:
- IV secolo a.C.
- Materia e tecnica:
- Oro
- Misure:
- cm 2 (diametro)
- Bibliografia:
- A. TORO (a cura di), Ritrovamenti e contesti. I reperti archeologici della provincia di Roma nelle raccolte del Museo Nazionale Romano, Roma 2001, scheda n. 212, p. 48.
Anello d'oro a verga piatta con castone ovale appuntito a lamina doppia, l'inferiore liscia, la superiore lavorata e bordata da due orli perlati che imitano il filo godronato e da una sottile fascia di linee radiate che raffigurano in maniera convenzionale le ciglia dell'occhio. Nel campo centrale, che mantiene la forma esterna a mandorla, é raffigurato a rilievo Eracle in lotta con il toro cretese, menbtre lo afferra per le corna e lo atterra poggiandogli il ginocchio sulla groppa. Il fondo é minutamente punteggiato. Il gruppo si inserisce armoniosamente nello spazio a mandorla del castone, con un'attenta ricerca di effetti decorativi creati dal lembo di clamide che si snoda sullo sfondo e dalla coda del toro che si innalza per colmare lo spazio vuoto lasciato dall'eroe. La mancanza di qualsiasi attributo relativo ad Ercole, quali la clava e la leonté, potrebbe anche far pensare a Teseo col toro di Maratona, ma l'ambiente italico del ritrovamento induce ad identificare l'eroe con Eracle. Dal punto di vista tipologico l'anello fa parte di un gruppo omogeneo di anelli rinvenuti in Grecia, Magna Grecia, Etruria e Lazio, sia con castone in oro, sia con castone della stessa forma ornato da gemma, lavorata o liscia (cfr. G. Becatti, Oreficerie antiche dalle minoiche alle barbariche, Roma 1955, nn. 335-338-341). L'anello in esame trova confronti in particolare con l'anello da Populonia conservato nel Museo di Napoli, sul quale é rappresentato Eracle in lotta contro il leone Nemeo, datato alla prima metà del IV sec. a.C. (cfr. Le Collezioni del Museo Nazionale di Napoli, Roma 1989, p. 206, n.8). L'anello si inserisce in una produzione caratteristica dell'Etruria, raccolta sotto il noime di Gruppo Fortnum; la tematica dei castoni si collega a eroi o a scene di contenuto amoroso (cfr. L'Oro degli Etruschi, a cura di M. Cristofani e M.Martelli, Novara 1983, p. 318, n. 277). La provenienza da una stipe importante come quella di Ariccia, forse dedicata a Demeter e Kore, dove i grandi busti fittili delle dee sono di indubbia fattura magno-greca, ha indotto ad inquadrare stilisticamente l'anello in esame nell'ambito della manifattura magno-greca. L'anello, dalla superficie molto corrosa, deve essere stato indossato a lungo prima di essere dedicato alle dee. Dal rapporto di scavo di R. Paribeni risultano altri due anelli d'argento, due pendenti in oro a forma di pigna non presenti fra i gioielli conservati nel Museo Nazionale Romano.
Ariccia (RM), loc. Castelletto