MNR Digitale - Collezioni e Archivi

Sarcofago con scene mitologiche di Marte e Venere

Soggetto e titolo:
Sarcofago con scene mitologiche di Marte e Venere
Tipo Scheda:
RA
Definizione:
sarcofago/ fronte
Localizzazione e denominazione:
Museo Nazionale Romano, Palazzo Altemps
N. di inventario:
381000
Datazione:
SECOLI/ II
Materia e tecnica:
marmo bianco
Misure:
cm 55 (altezza); cm 160 (lunghezza); cm 18 (spessore)
Bibliografia:
J.J. WINCKELMANN, Monumenti inediti, 1767, I, tav. 28, p. 34 ss.; T ZOEGA, Li Bassirilievi antichi di Roma, 1808, I, tav. II; I.F. MATZ - F VON DUHN, Antike Bildwerke in Rom mit Ausschluss der gròsseren Sammlungen, Leipzig, I-III, 1881-1882, n. 2230; J. OVERBECK, Kunstmythologie, III, p. 278, n. 3; H. BRUNN, Kleine schriften, Leipzig 1898, p. 29 ss.; C. ROBERT, ASR, III, 2, n. 194, tav. LXII; K. SCHEFOLD, in RA 1961, 2, p. 200; L'opera ritrovata: omaggio a R. Siviero, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Vecchio, dal 29 giugno 1984), a cura di B. Paolozzi Strozzi, F. Scalia, Firenze 1984, pp. 61-62, n. 7 (V. Saladino); H. SICHTERMANN, Die mythologischen Sarkophage, Teil 2, Apollon bis Grazien, Berlin 1992, pp. 90-91, n. 5, tav. 4,2; Camillo Massimo collezionista diantichità. Fonti e materiali, Roma 1996, pp. 205-207, n. 1 (M. De Angelis d'Ossat); Palazzo Altemps, Le collezioni, Roma 2011, pp. 157-159.
Sulla fronte di sarcofago è rappresentato l'episodio mitico dell'amore illecito di Marte e Venere scoperto da Vulcano e da lui svelato agli altri dei dell'Olimpo. La coppia degli amanti è rappresentata seduta su una kline sorretta da eroti inginocchiati, in funzione di Telamoni. A sinistra è Marte che con la mano sinistra sfiora il volto di Venere, nuda. I capelli, che in parte scendono davanti alle spalle, sono ornati da un diadema. La dea tiene un torques nella mano sinistra. Un erote sostiene il velo della dea. Di un secondo erote, rimangono solo le gambe ai piedi di Marte. A sinistra è Vulcano. In secondo piano, fra Marte e Vulcano, è un giovane nudo con la sola clamide passante davanti al petto. La testa è di restauro. Due gruppi di divinità occupano le estremità del rilievo. A sinistra, in primo piano Cibele, con una corona turrita siede sul trono fiancheggiato da leoni. A destra della dea, in secondo piano, è Mercurio, nudo. Sullo sfondo, una figura femminile in chitone e himation che forma velificatio intorno alla testa, è identificabile con Selene. Dietro il trono di Cibele è Apollo stante, nudo con sola clamide trattenuta sulla spalla sinistra e passante da vanti al petto. Sullo sfondo la testa di profilo di una figura femminile con capelli raccolti in un nodo sulla nuca, rappresenta con ogni probabilità Diana. L'ultima figura di sinistra è riconducibile a Nettuno. Un'ultima figura più piccola occupava lo spazio in primo piano fra Cibele ed Apollo. Se ne conserva un piede, parte di un mantello che avvolgeva la figura e l'impronta di un copricapo conico, elementi questi che riconducono all'iconografia di Attis. Il gruppo di divinità a destra è composto dalla coppia Ercole (con clava) e Bacco (con nebride e lunghi capelli), rappresentati come in colloquio. Ai loro piedi è semisdraiata una figura femminile con busto nudo e cornucopia che personifica la Tellus. Sullo sfondo è un personaggio virile nudo, con clamide sulla spalla sinistra, forse Quirinus.
Collezione del Card. Camillo Massimo fino alla fine del 1600, poi collezione Del Drago Albani